birre e burattini

Oila!

Il tempo è sempre tiranno. Tra i mille impegni trovo pure il tempo di andare a Pianeta Birra, che è sempre bello.
Giornata intensa, fra degustazioni libere e seminari UnionBirrai.
Di certo le novità dell’anno sono la nuova “birra opensource” di Teo Musso (la Open, appunto), destinata ad una distribuzione nei pub - speriamo capillare e la nascita del MoBi.

La birra? A me è piaciuta assai, l’impronta Baladin si sente, assomiglia vagamente ad una IPA (birra a gradazione medio alta e caratterizzata dal forte uso di luppoli), ma con quel non so che. Buona.

Il MoBi? Un’associazione di consumatori di birra di qualità… diciamo che è nata in seguito a qualche bisticcio in casa UnionBirrai. Vedremo.

Poi prosegue l’attività dei Manfredini: il 28 febbraio saremo alla torre di Oriolo dei Mille Fichi in occasione dei Lom a Merz. Accorrete!

www.torredioriolo.it per altre info!

Ecco un altro esempio della bella gente che il simpatico Benedetto si è tirato in casa ricucendo lo scisma Lefevbriano.

“Gli stati occidentali devono riconoscere Gesù Cristo come loro capo, perché tutto il potere viene da lì, dalla croce. E il compito della Chiesa oggi dovrebbe essere quello di porre rimedio ai danni fatti dalla rivoluzione francese, prima, e dal Concilio Vaticano II, poi. Il Concilio ha ratificato quello che avevano fatto i francesi, ovvero togliere alla Chiesa ogni funzione politica. Io dico che Gesù non è un soggetto politico, ma anche la sovranità terrena viene da lui.[...]L’islam è solo il mezzo usato dai poteri forti e dalla massoneria ebraica per mettere sotto scacco i valori cattolici e scardinare le tradizioni della nostra società. Usano l’islam perché non possono attaccarci direttamente. Ma la sfida non è ancora persa”
Don Floriano Abrahamowicz

Mah. Son cose che fan quasi pentire di essersi sposati in chiesa. Anzi no. E’ che fa schifo lasciare in queste becere mani valori e funzioni che dovrebbero avere ben altra levatura. Mi piacerebbe vedere in piazza i Cristiani veri a fare casino nel Tempio, come fece Gesù, che davvero era un rivoluzionario, mica cazzi, che il buonismo da due soldi di PapaBoys et similia non si addice a chi professa il Vangelo.

Ma è un sogno.

Riflessioni…

L’unica risposta che ho trovato a questa domanda, la più plausibile, è che la lotta quotidiana di Beppino Englaro non sia solo per Eluana, sua figlia, ma anche e soprattutto in difesa del Diritto, perché è chiaro che la vita del Diritto è diritto alla vita. Beppino Englaro con la sua battaglia sta aprendo una nuova strada, sta dimostrando che in Italia si può e si deve restare utilizzando gli strumenti che la democrazia mette a disposizione. In Italia non esiste nulla di più rivoluzionario della certezza del Diritto. E mi viene in mente che tutelare la certezza dei diritti, la certezza dei crediti, costituirebbe la stangata definitiva all’economia criminale. Se fosse possibile, nella mia terra, rivolgersi a un tribunale per veder riconosciuto, in un tempo congruo, la fondatezza del proprio diritto, non si avvertirebbe certo il bisogno di ricorrere a soluzioni altre. Beppino questo sta dimostrando al Paese. Non sarebbe necessario ricorrere al potere di dissuasione delle organizzazioni criminali, che al Sud hanno il monopolio, illegale, nel fruttuoso business del recupero crediti.

Saviano sulla storia degli Englaro. Anzi, sulla Storia d’Italia.

buon 2009!

Eccoci qua, dopo un periodo assai intenso e “disconnesso bloggalmente”, torno a molestarvi con inutilità e facezie varie.

Come molti di voi sanno il 2008 si è chiuso col botto, in casa Morloi: io e Silvia abbiamo infatti deciso di sposarci, chiaramente in grande stile, se no che gusto c’è?

Così appena terminata la II edizione di Storie d’Arme ci siamo buttati a capofitto in questa nuova e meravigliosa avventura: perché non organizzare un matrimonio medievale, da cima a fondo? (ok ci sarebbero almeno un milione di motivi, ma appartengono al mondo della ragione, che di solito rifuggiamo come la peste).

Detto fatto (beh, quasi), location esclusive trovate e accapparrate (Pieve del Tho - deliziosa pieve romanica IX secolo Brisighella - per la cerimonia e Rocca di Riolo Terme - XV secolo, manfreda fino all’osso - per il ricevimento), sarta rapita e costretta a lavorare peggio di un intero laboratorio stracolmo di cinesi, amici avvisati, parenti pure (e si è scatenato il delirio da “ricerca abito storico”), allestimenti pensati e realizzati grazie all’aiuto dell’inesauribile Rita, cibo e “catering a tema” recuperato… insomma è stata “quasi” una passeggiata. ho detto quasi.

Comunque è stata davvero una giornata - ovviamente - indimenticabile.

Sono davvero troppe le persone che vorrei ringraziare, a cominciare da Rita e Claudio, dai marozziani tutti, davvero insostituibili, dagli amici e parenti che si son lasciati coinvolgere e hanno giocato, e chi mi conosce sa il valore che do alla parola “gioco”, con noi il gioco più bello.

Tenete conto che  su 200 invitati più del 70% era in costume…

post-matrimonio…

Eh si… abbiamo avuto il nostro da fare, ma la cosa che bolliva in pentola era grossa!

Io e Silvia abbiamo deciso di sposarci, e ovviamente c’è venuto in mente di complicarci la vita ambientando sia la cerimonia che la successiva vesta nel tardo medioevo (via, primo rinascimento)…

Tornerò per spiegarvi meglio la faccenda, per il momento godetevi alcuni scatti del buon Mao (che è stato anche mio testimone, per inciso!)

http://guermandi.it/matrimonioalessandrosilvia/

http://guermandi.it/glisposi/

http://guermandi.it/ivestiti/

A presto!

nell’attesa coookie!!!

Carissimi, non v’abbandono. Nemmeno lui. E’ giovane, è bello, ha pure un’abbronzatura, particolare.

Periodi intensi.

Al solito, anzi più del solito!

Come sapete, ormai più che abbondantemente, “Storie d’Arme 2008″ è stata archiviata, e con successo.

Nel frattempo bollivano in pentola un paio di altre bazzecole: un cambio di lavoro e soprattutto un matrimonio.

Ebbene sì, mi sposo! E pure in pompa (medievale) magna! E molto presto (il 7 dicembre)! Evviva!

Per cui sono piuttosto indaffarato, ma non scompaio.

Ah! Il lavoro. Giusto. Son tornato a lavorare a Faenza - che per la salute è un gran bene - e lavoro nella moda, o meglio, nel fashion advertising.

L’azienda si chiama De.Primera, e io sono il responsabile strategie web dell’azienda. Non male.

Per il resto sono iniziati i nuovi corsi della Marozzo, quest’anno si studia il Pallas Armata. Roba da gente nuda che insegue marmotte.

Ah! due cotte di birra in contemporanea (E+G tutte e due), una blanche alle castagne e una porter.

A presto!

Post Storie d’Arme 2008

Eccallà! E’ andata anche quest’anno, e direi con grande soddisfazione!
Il tempo marrano ci ha tenuto un po’ sulle spine, ma alla fine ha tenuto e la gente è accorsa numerosa, più dell’anno scorso.
La manifestazione ha dimostrato, nonostante le sole due edizioni, una maturità davvero sorprendente, probabilmente grazie all’ottima location, alla preziosa collaborazione logistica del Rione Giallo, all’entusiasmo di tutte le compagnie che partecipano.
Quest’anno si è respirato veramente un bel clima, le compagnie si sono divertite, la gente di più, la festa è stata varia e interessante, non si può che esprimere soddisfazione.
Poi c’è da dire che la prima de “La triste e mirabile historia del prode Galeotto e della bella Pavona”, debutto de “La Compagnia de li Manfredini” è stata un successone (di pubblico e di critica, come si dice)!
La battaglia finale poi è stata mirabile. Sarò di parte, ma non ricordo di aver assistito negli ultimi anni a una battaglia così ben congegnata e così varia (scontri all’arma bianca, archi, schioppi, armi in asta, artiglieria… insommma, mancava solo la cavalleria ^_^): onore dunque al buon Toccibot e al prode Alex!
Che dire… W Storie d’Arme (e W la Condotta di Galeotto, ma questa è un’altra storia!)
manfredinipubblicoarmati

E Pavia è andata…

E così fu, anche questa esperienza è andata.
In Italia pare che sia d’obbligo passare per la rievocazione della Battaglia di Pavia del 1525 per avere il vero polso del “living history” in Italia…
Potevo esimermi? Ovviamente no!
Così, grazie alla bellissima ospitalità della Compagnia del Montone di Terra del Sole e all’altrettanto bel costume prestatomi dal buon Sanzio - senza contare il costoliere e la spada da lato di Igor! - mi sono tuffato senza remore in questa avventura.

Tralasciando la partenza diciamo… lenta…. , arrivato in loco mi accorgo immediatamente di due cose:

a) San Genesio e Uniti è probabilmente il luogo più brutto dove poter pensare di fare una rievocazione storica

b) minchia, ma quanti sono i tedeschi?

Così, in balia di questa acute osservazioni mi sono messo in ghingheri rinascimentali, anche perché bisognava fiondarsi a Pavia per la parata.
Senza capire bene come mi son trovato un tamburo addosso, che poi non mi ha abbandonato fino a domenica sera, dopodichè tutti belli parati siam stati caricati sopra filologicissimi bus di linea… L’effetto nel complesso era davvero straniante!

Per il resto: sfilata a Pavia bella e non troppo lunga, battaglia serale assolutamente sgagnuffa, notte tranquilla, mattinata all’insegna della camminata fino al monumento ai lanzi (?!?!?), pomeriggio duellino col buon Skuly, poi sfilata/battaglia finale, non programmata, cruenta al punto giusto e assai divertente.

Insomma, un buon antipasto per la sempre più prossima edizione di Storie d’Arme!

ps
questa settimana è stata anche foriera di bruttissime notizie, luttuose e dolorose. La vita è fatta anche di questo, ma spesso è difficile da capire. davvero.

La triste e mirabile historia del prode Galeotto…

Gianni

“Oh…. ma guarda quanta bella gente…. Lasciate che mi presenti, sono Gianni, prode scudiero, onesto fra gli onesti, gentile fra i gentili, bello fra i belli…. e me lo si lasci dire, modesto fra i modesti .
ohhhhhhh ma allora gira che ti rigira son riuscito ad arrivare… vuoi vedere che… Scusate bene, vossignorie, madame e madami, ma son forse queste le mura della bella Faenza?

Ohi ci sono arrivato sul serio allora!!! Dopo tutto questo camminare sarà meglio riposarsi un poco… e visto che c’è tanta bella gente… volete che vi racconti una storia?
Ma guardate bene che è una storia meravigliosa e terribile, buffa e commovente, che ha come teatro questa bella città… e come protagonisti un condottiero formidabile, una fanciulla innamorata, un fratello avaro, una moglie gelosa, una serva intrigante e pure uno scudiero fedele, ma, aihme pasticcione…
Siamo alla fine del 1400 e nella campagna ferrarese un Condottiero e il suo scudiero appaiono all’orizzonte…”*

Gianni che parla… avrete modo di scoprirlo a breve, visto che I Manfredini, neonata compagnia di burattinai, si esibirà proprio in quel di Faenza in occasione della II edizione di Storie d’Arme.
Un’altra bella follia, che inaspettatamente mi riporta ai bei tempi teatrali, grazie a Sanzio, Silvia, Chiara e Igor…

Qui di seguito Selfi…Sulso… insomma quello li, e pure un oscuro personaggio, di cui per ora non riveleremo l’identità.

sofistofenesofistofene