Della comunicazione elettorale locale
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A Faenza siamo in pieno marasma da campagna elettorale (primarie centrosinistra – sic) e i candidati (Luca de Tollis e Giovanni Malpezzi) stanno sfoderando tutte le possibili armi, con risultati alle volte piuttosto comici. Nel primo caso la realizzazione tecnica del video – riprese e montaggio – è di qualità sicuramente professionale; l’idea è la solita, trita e ritrita, tipica della comunicazione politica degli ultimi anni: i volti della gente, i lavoratori, tutti felici, la famiglia, etc etc etc. Un po’ “due palle” insomma. Un minuto e passa di spot senza fare un accenno anche solo minimo al proprio pensiero politico. Veniamo alla controparte, Giovanni Malpezzi. La realizzazione è decisamente amatoriale, immagini traballanti, colori da telecamerina cheap, videografica troppo invasiva. Anche in questo caso appaiono volti (non di gente “così comune” come nel caso precedente, piuttosto una carrellata fra alcuni dei sostenitori “top” del candidato, che vengono presentati insieme ad alcuni concetti chiave identificativi della campagna. L’effetto visivo è davvero avvilente, ma i messaggi sono sufficientemente ben concepiti da essere chiari e rimanere impressi. C’è poi da notare che sia De Tollis che Malpezzi usano la parola “insieme” (di per sé già più che abusata): “Noi, fare per Faenza, insieme” (De Tollis) e “Insieme per cambiare” (Malpezzi) Insomma, la comunicazione politica locale si adegua ai tempi, ma davvero bisognerebbe tentare di capirli i mezzi di comunicazione, prima di usarli così, un po’ a caso. |
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mi aspettavo un tuo commento sul risultato, ma non ho trovato niente: aspetterò per discutere di un po’ di cosette. quanto alla comunicazione: credo ci siano mondi che si scontrano e mentalità che sono molto legate al passato, ma mica solo nei politici-committenti (comunque tanto), anche in coloro che si occupano di comunicazione. e un po’ nasce anche dall’urgenza di tempi stretti e necessità di uscire, direi. sarebbe interessante fare una raccolta di esempi di comunicazione politica fatta meglio e magari un po’ innovativa (a me vengono in mente alcune cose di Emiliano a Bari), anche per capire il perché si tende sempre a muoversi su canali conosciuti. in questi casi chi usa una comunicazione anti-partiti vince, perché sa far presa sulla pancia della società, sul desiderio di gattopardiano cambiamento (perché cazzo, questa italia è conservatrice nel più profondo, a prescindere da qualsiasi orientamento). alla fine queste primarie possono pure essere viste come apparato vs apparato, solo che il primo era palese (PD) e il secondo non molto. ma in questa città non si può mica dire tutto… |
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ehhh è che ho troppe cose da fare… comunque il commento sul risultato è arrivato, seppur tardivamente… |
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