Friday 22 January 2010

Minardi piglia tutto? C’è da tremare.

Minardi piglia tutto? C’è da tremare.

Kaboom!
Ancora una volta il turbolento panorama politico faentino ha fatto il botto. Nel brodo primordiale di liste e listarelle, candidati scialbi o votati alla disgiunzione cosmica del voto, con Malpezzi che dopo l’exploit delle primarie si ritrova sempre più debole, giorno dopo giorno, tirato per la giacchetta in ogni direzione fuorché quella giusta, il centrodestra, che sembrava allo sbando, si ricompatta dietro a un pezzo da novanta: Giancarlo Minardi, già famoso patron del team faentino di F1.

Mica roba da ridere, eh. Minardi è un nome estremamente conosciuto, industriale, volto nazionale e internazionale, dal passato fiscale non proprio limpido (ma mi dicono che nel mondo dello sport le fatturazioni false sono un obbligo, fuck), capace davvero di raccogliere preferenze in ogni fascia della popolazione.

Dall’altra parte il delirio più assoluto. Malpezzi doveva diventare il candidato ufficiale del PD, ma il PD l’ha digerito malissimo, e, come al solito, prosegue in una politica che sembra votata all’autodistruzione.
Laboratorio Faenza, in parte ex o ancora Pd, in parte cooperative bianche a gogo, non ci sta ad annullarsi nelle liste del Pd, per cui presenta una sua lista a supporto di Malpezzi.
Anche Casadio, a suo tempo, aveva in appoggio una lista civica, ma era un pro forma, dettato più dalla moda del momento che altro; tant’è vero che il risultato elettorale fu ridicolo. In questo caso invece le due forze, Pd e Laboratorio Faenza, hanno rapporti di forza per nulla chiari, rapporti di ideali e intenti ancora meno chiari, e questo complica ulteriormente la formazione di alleanze.
Fino a ieri il centrodestra, disunito quanto il centrosinistra, faceva poca paura. E in ogni caso, già in una situazione non perniciosa, Malpezzi cercava di intercettare pezzi di UDC, partito dalla coerenza a dir poco sfuggente.

Figuriamoci ora. Minardi guida (è il caso di dirlo) un centrodestra di nuovo riunito, le listarelle (come Faenza che Vuoi e i Grillini, ma anche la Sinistra) sicuramente non appoggeranno il centrodestra. L’IDV non può essere l’ago della bilancia, perché anche se presentasse un suo candidato sindaco, al momento del sempre più probabile ballottaggio, non sosterrebbe di certo il centrodestra.

Per cui l’unica forza in grado di spostare da una parte all’altra qualche cosa (e liberissima di farlo, visto come stanno andando le cose alle regionali) è l’UDC, o meglio, i due tronconi dell’UDC, Polis e il resto.

Potrebbe davvero non essere irrealistica l’ipotesi di una riappacificazione in casa UDC, per contare ancora di più.

Quel che non sfugge, o perlomeno non sfugge a me, è che questa è davvero la configurazione più odiosa: il centrosinistra è diventato ricettacolo di mille particolarismi cattolici, spesso intransigenti e a tratti estremisti, l’anima laica completamente annullata – pensiamo a IDV e Sinistra che, come abbiamo visto, al momento, a prescindere dai risultati elettorali, valgono come il due di picche.

Quindi? Quindi è praticamente certo che Minardi e Malpezzi vadano al ballottaggio, ed è altrettanto probabile che Minardi vinca; se poi si realizzasse l’ipotesi, per fortuna non così semplice, di una lista congiunta Lega e PDL, ci troveremmo con un “partitone-alleanza” in grado di prendersi il premio di maggioranza e fare il bello e il cattivo tempo.

La colpa di tutto questo è, a mio modestissimo e personalissimo parere, totalmente a carico del PD. Il progetto, a livello nazionale fallimentare, si è rivelato a Faenza disastroso.
Assoggettato a logiche di spartizione delle poltrone e del potere, incapace di risolvere le proprie tensioni interne, arrogante, per nulla desideroso di confrontarsi con i propri alleati per delineare una politica comune e un nome davvero spendibile per questi anni difficili che ci aspettano, si è arroccato nella finta democrazia delle primarie.
Dalle primarie ne è uscito a brandelli, distrutto e ancora più rancoroso. Eppure non può tornare indietro, non può cercare alleanze serenamente sulla base di programmi e persone, è costretto a mendicare punti percentuali in modi che neanche ai tempi del più becero PSI e della più cinica DC…

Consentitemelo. Che schifo.

22 January 2010
11:52 pm
bep

bell’analisi ale, bell’analisi !!!
bep

24 January 2010
12:51 pm
mirco

questo e quello che succede a sottovalutare gli avversari politici,
o anche a non considerare tutte le forze in campo.

ps mi racconti brevemente per mail l’incontro idv di giovedì scorso, se hai tempo e voglia

ciao
mirco

27 January 2010
2:54 pm
Luca Berg

…eh!

18 February 2010
2:21 pm
osservatore forse privilegiato

ripasso da qua per questo kaboom! che dire? la politica faentina è davvero una riproduzione in miniatura di quella nazionale, a quanto pare. io (e non solo io, ovviamente) del PD dicevo che era un aborto, un nato morto già dai suoi primi (non) vagiti. la dimostrazione è palese a livello locale e nazionale e la schizofrenia di posizioni tra locale e nazionale su varie tematiche è solo un orpello secondario di un’orda di senza bussola in cerca di mantenere o acquisire poteri e status.
a faenza sono in tanti ad augurarsi una vittoria di minardi invece di malpezzi, qualche transfuga pare stia abbandonando la zattera del pd per questo.
un pd pieno di colpe, per carità, a cominciare dall’accettare delle primarie ambigue, non troppo consapevole dei problemi che avrebbero potuto portare, sicuro di vincere. com’è andata lo sappiamo tutti. malpezzi, per la struttura che aveva alle spalle, ha messo in moto un’organizzazione quasi militare per raccogliere i suoi voti, de tollis invece ha avuto un appoggio scostante dal partito (e un po’ si è visto). c’è anche da dire che nella sua campagna forse non sono state sparate tutte le cartucce.
in questa drastica situazione (drastica? magari faenza è un laboratorio d’avanguardia!) bisogna però fare una considerazione sul risultato delle primarie: la colpa di questo esito che sta sbaragliando il centrosinistra è anche di tutti quei centristi nonché elettori del centrodestra che sono andati a sostenere malpezzi con il proprio voto per tirare la spallata al pd. e poi alle amministrative voteranno minardi, probabilmente anche soddisfatti del loro operato. se il pd fosse rimasto compatto – per quel che può, per quel che vale – forse non saremmo messi così male. ma avrebbe avuto senso prolungare l’agonia? chissà. o forse è davvero tempo per faenza che arrivi un’amministrazione di centrodestra…

18 February 2010
3:36 pm
admin

Caro osservatore non sono d’accordo con la tua analisi. Almeno negli epigoni che prospetti.
Vengo ora dalla conferenza stampa di Malpezzi e della coalizione di centro sinistra (che inaspettatamente è più sinistra che centro).
Malpezzi alla fine dei conti potrebbe rivelarsi l’uomo giusto, per una serie di motivi.
Sicuramente, dopo averlo conosciuto, ho la vera e netta sensazione che lui sia molto meglio delle persone che l’hanno voluto alle primarie, più libero, più indipendente, più calibrato. E molto comunicativo e convincente.
Poi il programma di coalizione è davvero bello e significativo. Davvero. Malpezzi ha fatto un grande lavoro di sintesi fra le varie proposte e ne è uscito un programma che è chiaro e a suo modo radicale. Sicuramente ci sarà sfida con Minardi, e non ti nascondo che sarà dura, ma secondo me Malpezzi potrebbe significare una vera rivoluzione, positiva, per Faenza. La politica nazionale in questo caso, seppur con evidenti analogie, centra poco. Qui centra l’uomo. E devo dire, che pur essendo partito con molti pregiudizi nei suoi confronti, ora mi convince. E molto.

Il metodo più semplice per contattarci?
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