|
Al solito, anzi più del solito! Come sapete, ormai più che abbondantemente, “Storie d’Arme 2008″ è stata archiviata, e con successo. Nel frattempo bollivano in pentola un paio di altre bazzecole: un cambio di lavoro e soprattutto un matrimonio. Ebbene sì, mi sposo! E pure in pompa (medievale) magna! E molto presto (il 7 dicembre)! Evviva! Per cui sono piuttosto indaffarato, ma non scompaio. Ah! Il lavoro. Giusto. Son tornato a lavorare a Faenza – che per la salute è un gran bene – e lavoro nella moda, o meglio, nel fashion advertising. L’azienda si chiama De.Primera, e io sono il responsabile strategie web dell’azienda. Non male. Per il resto sono iniziati i nuovi corsi della Marozzo, quest’anno si studia il Pallas Armata. Roba da gente nuda che insegue marmotte. Ah! due cotte di birra in contemporanea (E+G tutte e due), una blanche alle castagne e una porter. A presto! |
|
Tralasciando la partenza diciamo… lenta…. , arrivato in loco mi accorgo immediatamente di due cose: a) San Genesio e Uniti è probabilmente il luogo più brutto dove poter pensare di fare una rievocazione storica b) minchia, ma quanti sono i tedeschi? Così, in balia di questa acute osservazioni mi sono messo in ghingheri rinascimentali, anche perché bisognava fiondarsi a Pavia per la parata. Per il resto: sfilata a Pavia bella e non troppo lunga, battaglia serale assolutamente sgagnuffa, notte tranquilla, mattinata all’insegna della camminata fino al monumento ai lanzi (?!?!?), pomeriggio duellino col buon Skuly, poi sfilata/battaglia finale, non programmata, cruenta al punto giusto e assai divertente. Insomma, un buon antipasto per la sempre più prossima edizione di Storie d’Arme! ps |
|
Come qualcuno già sa, mi è capitato di fare un’uscita con la Legio XII Fulminata, gruppo di rievocazione romana -epoca repubblicana-, e in quel frangente mi è capitato di provare l’ebrezza della gladiatura… Beh, visto che si è presentata un’altra ghiotta occasione nell’ambito della settimana de “Fano dei Cesari”, mi sembrava brutto non rifare la suddetta esperienza. Niente da dire: bellissima ambientazione, tanto pubblico, spero solo di aver dato spettacolo in modo perlomeno passabile. Io mi son divertito un casino! Ok, la forma non è ancora perfetta, ma ci stiamo lavorando su! |
|
Alcune cose cambiano, altre rimangono. Quest’anno ho lasciato il Drago Oscuro, la compagnia di rievocazione medievale che mi ha ospitato per quasi tre anni. Sarebbe difficile e sicuramente non giusto riassumere in poche righe le ragioni che hanno portato ad un mio distacco – amichevole ma netto – dall’associazione, per cui eviterò. Con gran parte dei ragazzi del Drago sono ancora in ottimi rapporti, e assieme a loro organizzo anche quest’anno , in qualità di coordinatore, Storie d’Arme, il primo evento di rievocazione in terra faentina, che ha avuto tanto successo l’anno passato. Per cui il percorso rievocativo continua, mutando. Per l’estate collaboro in maniera saltuaria e disimpegnata con gli ottimi ragazzi del Montone e della De Rebus Malatestianis, con cui condivido gli invernali allenamenti Marozziani. E per l’anno prossimo? Troppa grazia. Pensiamo al presente, anche se è innegabile che ci siano progetti in nascere. Ma chi vivrà vedrà. Per ora buona birra a tutti. |
|
E giugno avanza. E si avvicina anche la data dell’esame di spada sola… Come dire: bisogna che studi un poco, ne va del mio onore. Se non altro ho ben presente la quinta di spada sola del Marozzo. Me la son sognata anche l’altra notte. Uno ti tira una bella punta alla faccia. Voglio dire, un metro d’acciaio affilato che ti saetta dritto verso il volto, proprio fra il naso e l’occhio. Tu che fai? Indietreggi? Chiami la mamma? Fai l’ultima preghierina? No. Avanzi col tuo piede destro verso le sue parti manche, nel mentre metti il filo dritto della tua spada contro la sua a controllare e gli ficchi una punta in faccia. Tié. Dico io… finché lo fai in maschera e rattan tutto ok… chissà che sensazione era farlo realmente a fil di lama. |
|
Bentrovati, o bentornati. Come dire… Ben. Le cose molto pesso più che cambiare si “svolgono”, il che vuol dire che a tutti gli effetti erano già lì, pronte ad esplodere, dunque hanno atteso il loro momento e si sono “svolte”. In questi anni di cose “svolte” ne ho avute parecchie. Evidentemente ne avevo arrotolate un bel po’. In primis è ormai tre anni abbondanti che son tornato a Faenza. Poi è due anni abbondanti che la vita mi ha sorriso e mi ha regalato la donna della mia vita. Mica roba da ridere. E’ anche quasi due anni che faccio un lavoro strano, una sorta di factotum aziendale in VegasMultimedia, azienda che, tra l’altro, cura la realizzazione tecnica (transcodifiche, dvd authoring, doppiaggi, postproduzione) di un buon 60% degli anime giapponesi che arrivano in Italia. E’ anche tre anni che pratico la scherma storica da spettacolo. Siamo quasi al secondo anno di “Storie d’Arme”, la manifestazione medieval/rinascimentale di Faenza, da me ideata… Sto per concludere anche il primo anno di scherma storica “vera” (nel senso che si mena sul serio) con la mai abbastanza venerata Sala d’Arme Achille Marozzo. Da qualche mese sono anche diventato Homebrewer. Nel senso che faccio la birra in casa. E viene pure benino. Insomma. Qui parlerò di queste e di molte altre cose. Lo so, non vi frega un accidente. Tutto sommato neanche a me frega nulla di quel che pensate. 42. |









