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Kaboom! Mica roba da ridere, eh. Minardi è un nome estremamente conosciuto, industriale, volto nazionale e internazionale, dal passato fiscale non proprio limpido (ma mi dicono che nel mondo dello sport le fatturazioni false sono un obbligo, fuck), capace davvero di raccogliere preferenze in ogni fascia della popolazione. Dall’altra parte il delirio più assoluto. Malpezzi doveva diventare il candidato ufficiale del PD, ma il PD l’ha digerito malissimo, e, come al solito, prosegue in una politica che sembra votata all’autodistruzione. Figuriamoci ora. Minardi guida (è il caso di dirlo) un centrodestra di nuovo riunito, le listarelle (come Faenza che Vuoi e i Grillini, ma anche la Sinistra) sicuramente non appoggeranno il centrodestra. L’IDV non può essere l’ago della bilancia, perché anche se presentasse un suo candidato sindaco, al momento del sempre più probabile ballottaggio, non sosterrebbe di certo il centrodestra. Per cui l’unica forza in grado di spostare da una parte all’altra qualche cosa (e liberissima di farlo, visto come stanno andando le cose alle regionali) è l’UDC, o meglio, i due tronconi dell’UDC, Polis e il resto. Potrebbe davvero non essere irrealistica l’ipotesi di una riappacificazione in casa UDC, per contare ancora di più. Quel che non sfugge, o perlomeno non sfugge a me, è che questa è davvero la configurazione più odiosa: il centrosinistra è diventato ricettacolo di mille particolarismi cattolici, spesso intransigenti e a tratti estremisti, l’anima laica completamente annullata – pensiamo a IDV e Sinistra che, come abbiamo visto, al momento, a prescindere dai risultati elettorali, valgono come il due di picche. Quindi? Quindi è praticamente certo che Minardi e Malpezzi vadano al ballottaggio, ed è altrettanto probabile che Minardi vinca; se poi si realizzasse l’ipotesi, per fortuna non così semplice, di una lista congiunta Lega e PDL, ci troveremmo con un “partitone-alleanza” in grado di prendersi il premio di maggioranza e fare il bello e il cattivo tempo. La colpa di tutto questo è, a mio modestissimo e personalissimo parere, totalmente a carico del PD. Il progetto, a livello nazionale fallimentare, si è rivelato a Faenza disastroso. Consentitemelo. Che schifo. |
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Avevo intenzione di scrivere, come d’uso, un post di fine anno. Poi ho desistito. Vorrà dire che scriverò un post d’inizio anno. Partiamo dalla politica locale, che negli ultimi mesi ha tenuto banco da queste parti. Ci sono state le primarie (PD, centrosinistra? il dubbio permane), sono andate come qualcuno non si aspettava che andassero. Ha vinto l’”outsider” Malpezzi. Outsider centrista “sociale”, con forti spinte cooperativistiche; molti, compreso il qui presente, nutrivano forti dubbi, proprio in merito agli “sponsor” che hanno spinto Malpezzi in questa campagna elettorale. Però… però Malpezzi ha saputo convincere, riuscendo a fare quello che il candidato ufficiale PD si è rifiutato anche solo di pensare, cioè una coerente analisi della situazione faentina, evidenziando i problemi e cercando di proporre (per ora sulla carta) alcune soluzioni, decisamente vicine al pensiero dell’elettorato. In questi dodici anni abbiamo assistito al consolidamento acritico delle posizioni di alcuni enti e persone, che di fatto hanno fatto il bello e il cattivo tempo nella cultura faentina, facendo bene molte volte, ma combinando grossi disastri tante altre (ad esempio la questione FAC…); sicuramente, che diventi Malpezzi sindaco o meno, le cose in questo campo son destinate a cambiare pesantemente (speriamo in meglio…). Io non sono assolutamente favorevole alle primarie. Tutt’altro. Secondo me fare le primare per trovare il candidato sindaco del centro sinistra (PD?) a Faenza ha un solo significato: la sconfitta della politica, nel suo più alto significato. Il PD faentino non ha saputo e soprattutto voluto trovare al suo interno e con gli alleati una mediazione, una sintesi, ha completamente abdicato al suo ruolo, alzando le mani e gridando “Fate voi, che io non voglio sapere niente!”. Questa non è democrazia, è semplicemente inettitudine al proprio ruolo. Ma torniamo alle cose più facete: l’anno è finito, sono tornato a sciare dopo tredici anni, io e la mia adorata moglie abbiamo festeggiato il primo anniversario, e per l’occasione le ho regalato una Lomo Fisheye. Questi i primi risultati ^_^ |
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Torno a parlare di politica locale, mi sa che nei prossimi mesi sarà argomento costante.
brrr. argomenti forti. ho i brividi. |
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Sì, lo so, non era mia abitudine parlare così spesso di politica. Almeno non così direttamente. |
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Faenza, 16 ottobre 2009 “L’Italia dei Valori è oggi due partiti: quello delle candidature per le europee, con schiacciante preponderanza della società civile, e quello dei mini-potentati locali, di origine e deriva partitocratica.” |
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Capita dopo anni di appassionarsi nel fare polis, in vista di elezioni amministrative importanti ma assolutamente scontate. Capita di avvicinarsi a una forza politica, di trovarsi in assemblea con persone capaci di intendere e volere, veramente distanti da ogni logica di palazzo, da ideologie preconcette. Persone concrete, belle e con idee. Capita di decidere, assemblearmente, senza pressioni e ragionamenti “di convenienza”, di intraprendere una strada difficile e in salita, ma giusta e sacrosanta. Capita in due ore e mezza di discussione di non avere mai sentito una voce sovrastarne un’altra; capita persino di vedere dita alzate, di ascoltare in silenzio con attenzione ogni idea e intervento. Capita di fare politica. Vien da dire finalmente. |











