Riflessioni…

L’unica risposta che ho trovato a questa domanda, la più plausibile, è che la lotta quotidiana di Beppino Englaro non sia solo per Eluana, sua figlia, ma anche e soprattutto in difesa del Diritto, perché è chiaro che la vita del Diritto è diritto alla vita. Beppino Englaro con la sua battaglia sta aprendo una nuova strada, sta dimostrando che in Italia si può e si deve restare utilizzando gli strumenti che la democrazia mette a disposizione. In Italia non esiste nulla di più rivoluzionario della certezza del Diritto. E mi viene in mente che tutelare la certezza dei diritti, la certezza dei crediti, costituirebbe la stangata definitiva all’economia criminale. Se fosse possibile, nella mia terra, rivolgersi a un tribunale per veder riconosciuto, in un tempo congruo, la fondatezza del proprio diritto, non si avvertirebbe certo il bisogno di ricorrere a soluzioni altre. Beppino questo sta dimostrando al Paese. Non sarebbe necessario ricorrere al potere di dissuasione delle organizzazioni criminali, che al Sud hanno il monopolio, illegale, nel fruttuoso business del recupero crediti.

Saviano sulla storia degli Englaro. Anzi, sulla Storia d’Italia.

Monaco e dintorni… Day 1 – Fussen!

Caricato il caricabile, cambiata la valvola metanica al mezzo (ovviamente all’Italia di seguire gli standard europei ‘mporta sega), martedì 17 giugno si parte alla volta di Fussen, ridente cittadina delle alpi Bavaresi.
Il viaggio va come deve andare, fresco e tranquillo; sul Brennero troviamo un tempo da lupi, ma la fida Saxo non si lascia intimorire, mentre il prode Nuvi 255 si rivela fondamentale per trovare il distributore di metano a Innsbruck.
In Austria e Germania le pompe di metano sono praticamente tutte self service, normalmente inserite in normali distributori, e il metano teutonico è assai più performante. Ad un costo pressoché identico. Mah.
Nel pomeriggio tardo arriviamo finalmente a Fussen, cittadina disegnata – non costruita, proprio disegnata, o almeno così pare – in mezzo alle alpi bavaresi, a pochi passi da due dei castelli più famosi del mondo: Neuschwanstein e Hohenschwangau.

Appena arrivati cominciamo a cercare un alberghetto adatto alla bisogna… ovviamente partendo all’ultimo minuto non abbiamo prenotato alcunché, ma la sorte ci arride: nonostante le perplessità della Navigatrice

silvia a fussen

riusciamo, grazie alle incomprensibili indicazioni di un cappellaio, a trovare una pensione economica e più che dignitosa, splendidamente corredata da tipica birreria bavarese.

Una breve visita alla città ci porta a scoprire il castello di Fussen,

oltre ad alcuni angoli caratteristici…

nonché la tipica cattedrale barocca bavarese, condita inaspettatamente da elementi pagani…

La sera prosegue poi in una piccola Gasthof (osteria) con una cena a base di canederli e mix wursterico, ovviamente seguito da una buona birra.

Passeggiando in giro per la città deduciamo, dall’alto numero di persone assiepate attorno agli schermi televisivi dei locali, che l’Italia gioca.

Assistiamo agli ultimi minuti della partita all’interno di un “Club per Fumatori” (devo essere sincero ma non ho capito esattamente come funziona la legge del fumo nei locali in germania…), trattenendo quanto basta l’entusiasmo.

Entusiasmo che poi esplode inaspettatamente in giro per la cittadina, con tanto di caroselli et similia… che dire, strani questi tedeschi (o italo-tedeschi)!

Alla prossima!!!