lavoro 2.0 (alle volte pare molto 0.5prealpha)

Si torna dalla sbornia (in ogni senso ;) ) IABforum09 e si riaffronta la realtà.
Allo IAB, nei corridoi, con gli amici, si è parlato anche di stage, di lavoro gratuito e altre amenità.
Hikari per altro ne ha scritto già settimana scorsa qui.
E su FF oggi trovo un altro geniale annuncio:
“Per inserimento stage, stiamo cercando giovani con forti motivazioni, capacità di lavorare per obiettivi , spirito esplorativo, voglia di impegnarsi e crescere,attitudine al problem solving e al teamwork in un gruppo stimolante ed eterogeneo.

Formazione richiesta:
web/graphic designer, con forti attitudini web surfing e ampia conoscenza delle novità web.

Conoscenza software rishiesta:
Photoshop, Illustrator, Flash, Html,
(apprezzata anche la conoscenza di xpress/indesign, final cut e aftereffects)

Manda una mail con il cv e il link al tuo portfolio on-line”

Ottimo per un web designer stagista. Mi fate schifo. Scusate, ma quando ci vuole ci vuole.

Stagisti.

Annuncio di Tre Italia.

Non vorrei sembrare disfattista. Anzi sì.

Ritengo che dietro la parola “stagista” si nasconda una realtà assai più becera, molto più simile allo schiavismo, che altro.
Prendiamo ad esempio, e sicuramente non è neanche il peggio, “l’offerta” di Tre, per uno stagista “WEB COMMUNICATION”.
Si chiede:

“Stiamo cercando una risorsa che, inserita nell’area Web Communication, si occupi di gestire in maniera produttiva e tempestiva i contenuti di un sito web in base alle esigenze aziendali, interfacciandosi con le altre aree e funzioni e sviluppando capacità di analisi e sintesi espressiva.”

Già di base si notano delle contraddizioni: difficilmente posso mentalmente associare lo stage in azienda con una risorsa che “si occupi di gestire in maniera produttiva e tempestiva” alcunché, altrimenti non sarebbe uno stage; normalmente uno stagista dovrebbe affiancare una risorsa esperta in modo da apprendere e nel contempo coadiuvare l’attività della risorsa in questione.

Poi l’annuncio va sullo specifico, lo stagista si occuperà di:

- Web design e gestione dei contenuti attraverso sistema CMS
- Creazione di interfacce web interattive e multimediali
- Sviluppo creativo di strategie di comunicazione attraverso i linguaggi del web
- Monitoraggio degli accessi ai siti di 3 Italia

Estiquatsi dice “Bello stagista”

Chiaramente “lo stagista” deve conoscere html, i pacchetti adobe – che ovviamente si suppone abbia crackato, altrimenti come cazzo fa a conoscerli – avere flessibilità, talento creativo, motivazione e precisione – e – ovviamente – essere laureato, tanto ormai una laurea non si nega a nessuno.

Tutto questo a fronte di cosa? 775Euro Lordi Mensili (+ buoni pasto e navetta dalla fermata metro). Per 3 mesi, eventualmente prorogabili.

Chiaramente l’annuncio non fa cenno ad un percorso di formazione interno all’azienda, o ad un tutoraggio (il che non esclude che ci sia, ovvio).

Secondo me questa si chiama ricerca di personale pseudoqualificato a prezzo irrisorio, onde tappare buchi. Ed è, sempre a mio parere, una vergogna.

Invito tutti coloro che si trovano di fronte alla scelta se mandare il cv o meno in risposta a “offerte” di questo genere, a fare altro, chessò, tipo il commesso al supermercato, lavoro non qualificato, ma almeno pagato un migliaio di euro pulite per 14 mensilità. E se ci tenete alla vostra professionalità coltivatela nel tempo libero, non svendetela ad un sistema che assomiglia allo schiavismo.

Riprendiamo…

Eccoci qua, dopo svariati mesi. Tante cose son successe, molte altre succederanno.
Per il momento accontentatevi di questo:

La mia professione. Di necessità, scarsa virtù, dico io. Già un decennio fa c’era chi mi chiamava (ed era Sofia Postai, mica cazzi) “anfibio”, a cavallo fra design e tecnica, perso fra la necessità di mettere mano a codice e db (php, perl, asp, mysql, oracle…) e l’indole ad occuparsi di progettazione d’interfacce, usabilità, user experience.

Son passati dieci anni, molti lavori, alcune città. Faenza, Milano, Bologna, Modena, di nuovo Faenza, di nuovo a casa.

Tanta esperienza, poche soddisfazioni, lavorativamente parlando. In compenso, oltre che di design e codice, mi è toccato d’occuparmi di sistemistica, di approccio commerciale, di marketing, di tecnologie di streaming, di tecnica del dvd. Spesso tutt’assieme, s’intende.

Qualche anno fa mi immaginavo che “invecchiando” mi sarei specializzato, avrei lasciato da parte alcune delle competenze -magari quelle più tecniche- per concentrarmi su altro. Pia speranza.

Ora lavoro in una bella -piccola- realtà. Un’agenzia di comunicazione che si occupa unicamente di aziende moda. In crescita.

Di fatto sono il “responsabile web”. O meglio. L’unico che segue il mondo web per i clienti. Tutto. Dal progetto di presenza online (sito, blog, facebook, twitter, permission marketing, etc etc) alla realizzazione dello stesso, grafica, programmazione, contenuti, mantenimento, approccio ai social network, realizzazione delle newsletter…

Sinceramente. Comincio ad essere stanco. Mi piacerebbe avere una professione. Una.

ps. sì, lo stipendio è quello solito, appena sotto la media. perlomeno vado in bici a lavorare e i colleghi son fantastici ^_^.

cose che si svolgono

Bentrovati, o bentornati.

Come dire… Ben.

Le cose molto pesso più che cambiare si “svolgono”, il che vuol dire che a tutti gli effetti erano già lì, pronte ad esplodere, dunque hanno atteso il loro momento e si sono “svolte”.

In questi anni di cose “svolte” ne ho avute parecchie. Evidentemente ne avevo arrotolate un bel po’.

In primis è ormai tre anni abbondanti che son tornato a Faenza.

Poi è due anni abbondanti che la vita mi ha sorriso e mi ha regalato la donna della mia vita. Mica roba da ridere.

E’ anche quasi due anni che faccio un lavoro strano, una sorta di factotum aziendale in VegasMultimedia, azienda che, tra l’altro, cura la realizzazione tecnica (transcodifiche, dvd authoring, doppiaggi, postproduzione) di un buon 60% degli anime giapponesi che arrivano in Italia.

E’ anche tre anni che pratico la scherma storica da spettacolo.

Siamo quasi al secondo anno di “Storie d’Arme”, la manifestazione medieval/rinascimentale di Faenza, da me ideata…

Sto per concludere anche il primo anno di scherma storica “vera” (nel senso che si mena sul serio) con la mai abbastanza venerata Sala d’Arme Achille Marozzo.

Da qualche mese sono anche diventato Homebrewer. Nel senso che faccio la birra in casa. E viene pure benino.

Insomma.

Qui parlerò di queste e di molte altre cose.

Lo so, non vi frega un accidente.

Tutto sommato neanche a me frega nulla di quel che pensate.

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