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Tralasciando la partenza diciamo… lenta…. , arrivato in loco mi accorgo immediatamente di due cose: a) San Genesio e Uniti è probabilmente il luogo più brutto dove poter pensare di fare una rievocazione storica b) minchia, ma quanti sono i tedeschi? Così, in balia di questa acute osservazioni mi sono messo in ghingheri rinascimentali, anche perché bisognava fiondarsi a Pavia per la parata. Per il resto: sfilata a Pavia bella e non troppo lunga, battaglia serale assolutamente sgagnuffa, notte tranquilla, mattinata all’insegna della camminata fino al monumento ai lanzi (?!?!?), pomeriggio duellino col buon Skuly, poi sfilata/battaglia finale, non programmata, cruenta al punto giusto e assai divertente. Insomma, un buon antipasto per la sempre più prossima edizione di Storie d’Arme! ps |
*è Gianni che parla… avrete modo di scoprirlo a breve, visto che I Manfredini, neonata compagnia di burattinai, si esibirà proprio in quel di Faenza in occasione della II edizione di Storie d’Arme. Qui di seguito Selfi…Sulso… insomma quello li, e pure un oscuro personaggio, di cui per ora non riveleremo l’identità. |
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Alcune cose cambiano, altre rimangono. Quest’anno ho lasciato il Drago Oscuro, la compagnia di rievocazione medievale che mi ha ospitato per quasi tre anni. Sarebbe difficile e sicuramente non giusto riassumere in poche righe le ragioni che hanno portato ad un mio distacco – amichevole ma netto – dall’associazione, per cui eviterò. Con gran parte dei ragazzi del Drago sono ancora in ottimi rapporti, e assieme a loro organizzo anche quest’anno , in qualità di coordinatore, Storie d’Arme, il primo evento di rievocazione in terra faentina, che ha avuto tanto successo l’anno passato. Per cui il percorso rievocativo continua, mutando. Per l’estate collaboro in maniera saltuaria e disimpegnata con gli ottimi ragazzi del Montone e della De Rebus Malatestianis, con cui condivido gli invernali allenamenti Marozziani. E per l’anno prossimo? Troppa grazia. Pensiamo al presente, anche se è innegabile che ci siano progetti in nascere. Ma chi vivrà vedrà. Per ora buona birra a tutti. |










