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Post Storie d’Arme 2008

Eccallà! E’ andata anche quest’anno, e direi con grande soddisfazione!
Il tempo marrano ci ha tenuto un po’ sulle spine, ma alla fine ha tenuto e la gente è accorsa numerosa, più dell’anno scorso.
La manifestazione ha dimostrato, nonostante le sole due edizioni, una maturità davvero sorprendente, probabilmente grazie all’ottima location, alla preziosa collaborazione logistica del Rione Giallo, all’entusiasmo di tutte le compagnie che partecipano.
Quest’anno si è respirato veramente un bel clima, le compagnie si sono divertite, la gente di più, la festa è stata varia e interessante, non si può che esprimere soddisfazione.
Poi c’è da dire che la prima de “La triste e mirabile historia del prode Galeotto e della bella Pavona”, debutto de “La Compagnia de li Manfredini” è stata un successone (di pubblico e di critica, come si dice)!
La battaglia finale poi è stata mirabile. Sarò di parte, ma non ricordo di aver assistito negli ultimi anni a una battaglia così ben congegnata e così varia (scontri all’arma bianca, archi, schioppi, armi in asta, artiglieria… insommma, mancava solo la cavalleria ^_^): onore dunque al buon Toccibot e al prode Alex!
Che dire… W Storie d’Arme (e W la Condotta di Galeotto, ma questa è un’altra storia!)
manfredinipubblicoarmati

E Pavia è andata…

E così fu, anche questa esperienza è andata.
In Italia pare che sia d’obbligo passare per la rievocazione della Battaglia di Pavia del 1525 per avere il vero polso del “living history” in Italia…
Potevo esimermi? Ovviamente no!
Così, grazie alla bellissima ospitalità della Compagnia del Montone di Terra del Sole e all’altrettanto bel costume prestatomi dal buon Sanzio – senza contare il costoliere e la spada da lato di Igor! – mi sono tuffato senza remore in questa avventura.

Tralasciando la partenza diciamo… lenta…. , arrivato in loco mi accorgo immediatamente di due cose:

a) San Genesio e Uniti è probabilmente il luogo più brutto dove poter pensare di fare una rievocazione storica

b) minchia, ma quanti sono i tedeschi?

Così, in balia di questa acute osservazioni mi sono messo in ghingheri rinascimentali, anche perché bisognava fiondarsi a Pavia per la parata.
Senza capire bene come mi son trovato un tamburo addosso, che poi non mi ha abbandonato fino a domenica sera, dopodichè tutti belli parati siam stati caricati sopra filologicissimi bus di linea… L’effetto nel complesso era davvero straniante!

Per il resto: sfilata a Pavia bella e non troppo lunga, battaglia serale assolutamente sgagnuffa, notte tranquilla, mattinata all’insegna della camminata fino al monumento ai lanzi (?!?!?), pomeriggio duellino col buon Skuly, poi sfilata/battaglia finale, non programmata, cruenta al punto giusto e assai divertente.

Insomma, un buon antipasto per la sempre più prossima edizione di Storie d’Arme!

ps
questa settimana è stata anche foriera di bruttissime notizie, luttuose e dolorose. La vita è fatta anche di questo, ma spesso è difficile da capire. davvero.

La triste e mirabile historia del prode Galeotto…

Gianni

“Oh…. ma guarda quanta bella gente…. Lasciate che mi presenti, sono Gianni, prode scudiero, onesto fra gli onesti, gentile fra i gentili, bello fra i belli…. e me lo si lasci dire, modesto fra i modesti .
ohhhhhhh ma allora gira che ti rigira son riuscito ad arrivare… vuoi vedere che… Scusate bene, vossignorie, madame e madami, ma son forse queste le mura della bella Faenza?

Ohi ci sono arrivato sul serio allora!!! Dopo tutto questo camminare sarà meglio riposarsi un poco… e visto che c’è tanta bella gente… volete che vi racconti una storia?
Ma guardate bene che è una storia meravigliosa e terribile, buffa e commovente, che ha come teatro questa bella città… e come protagonisti un condottiero formidabile, una fanciulla innamorata, un fratello avaro, una moglie gelosa, una serva intrigante e pure uno scudiero fedele, ma, aihme pasticcione…
Siamo alla fine del 1400 e nella campagna ferrarese un Condottiero e il suo scudiero appaiono all’orizzonte…”*

Gianni che parla… avrete modo di scoprirlo a breve, visto che I Manfredini, neonata compagnia di burattinai, si esibirà proprio in quel di Faenza in occasione della II edizione di Storie d’Arme.
Un’altra bella follia, che inaspettatamente mi riporta ai bei tempi teatrali, grazie a Sanzio, Silvia, Chiara e Igor…

Qui di seguito Selfi…Sulso… insomma quello li, e pure un oscuro personaggio, di cui per ora non riveleremo l’identità.

sofistofenesofistofene

Del mutare

Alcune cose cambiano, altre rimangono.

Quest’anno ho lasciato il Drago Oscuro, la compagnia di rievocazione medievale che mi ha ospitato per quasi tre anni. Sarebbe difficile e sicuramente non giusto riassumere in poche righe le ragioni che hanno portato ad un mio distacco – amichevole ma netto – dall’associazione, per cui eviterò.

Con gran parte dei ragazzi del Drago sono ancora in ottimi rapporti, e assieme a loro organizzo anche quest’anno , in qualità di coordinatore, Storie d’Arme, il primo evento di rievocazione in terra faentina, che ha avuto tanto successo l’anno passato.

Per cui il percorso rievocativo continua, mutando. Per l’estate collaboro in maniera saltuaria e disimpegnata con gli ottimi ragazzi del Montone e della De Rebus Malatestianis, con cui condivido gli invernali allenamenti Marozziani.

E per l’anno prossimo? Troppa grazia. Pensiamo al presente, anche se è innegabile che ci siano progetti in nascere. Ma chi vivrà vedrà.

Per ora buona birra a tutti.

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